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COPPA ITALIA, SARÀ DERBY DI MILANO

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FLASHSPORT (di Stefano Ghezzi)

Al quanto deluso da un campionato al di sotto delle aspettative, il Milan travolge (3-0) il Verona in Coppa Italia e si toglie la soddisfazione di approdare ai quarti. E’ vero che sulla sua strada ha incontrato una squadra rimaneggiata e con la testa alla salvezza che ha opposto una resistenza minima ma è anche vero che i rossoneri hanno affrontato la sfida con il piglio giusto, in perfetta simbiosi con il carattere del loro nuovo allenatore.

DONNARUMMA CONTESTATO DAI TIFOSI Una vittoria che mette a tacere la contestazione ai danni di Donnarumma, apparso evidentemente scosso sia prima dell’inizio della partita che all’intervallo per l’abbondante dose di fischi riservatagli dai tifosi che gli hanno anche dedicato un pesante striscione con la scritta: “Violenza morale 6 milioni all’anno e l’ingaggio di un fratello parassita? Ora vattene la pazienza è finita!”.

MILAN CON IL PIGLIO GIUSTO –  Ottime prove del solito Bonaventura e di Suso che hanno preso la squadra per mano, i quali non nascondono l’atteggiamento del Milan che ha aggredito l’avversario con convinzione e maggiore velocità di manovra, chiudendo in mezz’ora i conti. Mister Pecchia le ha provate tutte cambiando la squadra anche in corso d’opera ma le ultime speranze sono definitivamente crollate dopo il gol del 2-1 fallito da Fossati in avvio di ripresa. Dopo il 3-0 si pensava già al triplice fischio finale.

GATTUSO FORTE CON ANDRE’ SILVA E CUTRONE – Soddisfatto della prova contro il Bologna, Gattuso ha confermato il 4-3-3 attuando 4 cambi rispetto a domenica: ha rilanciato Romagnoli, assente per squalifica in campionato, e ha dato spazio a Calabria, André Silva e Cutrone, mandando in panchina Abate, Musacchio, Kalinic e Borini. Sul fronte opposto Pecchia, privo di Buchel e Cerci, ha attuato un ampio turnover togliendo anche Caceres, Caracciolo e Verde. Ha messo Heurtaux e Souprayen al centro della difesa, ha piazzato Ferrari e Fares sugli esterni, Zuculini e Fossati in mezzo al campo e Lee al fianco di Kean in attacco.

SUSO BACCHETTA SILVESTRI – Il Milan ha preso subito il comando delle operazioni e, dopo aver mandato a Silvestri due avvisaglie con Bonaventura e Montolivo, ha sbloccato il risultato (23′); un cross a rientrare dalla trequarti destra di Suso è stato lisciato prima da Souprayen di testa e poi da Cutrone in spaccata e ha finito per terminare la propria corsa a fil di palo alla destra di un sorpreso Silvestri.

IL RADDOPPIO DI ROMAGNOLI – Un unico sussulto del Verona che ha impegnato Donnarumma a terra con un sinistro in diagonale di Zuculini ma che poi si è fatto travolgere dall’onda d’entusiasmo dei rossoneri. Silvestri ha impedito il raddoppio con una parata d’istinto a un destro da due passi di Cutrone ma nulla ha potuto al 30′ sul tocco in spaccata di Romagnoli su assist al volo dalla destra di Silva, sugli sviluppi di un angolo. I Veronesi hanno accusato il colpo e hanno anche rischiato il 3-0 prima della fine del tempo su un diagonale da parte di Cutrone, messo in angolo da silvestri.

FOSSATI MANCA IL 2-1, CUTRONE NON PERDONA – Pecchia ha tentato il tutto per tutto ridisegnando completamente la squadra nella ripresa: dentro Verde al posto di Fares e 4-3-3 con una difesa disposta con Romulo a destra, Ferrari centrale accanto a Heurtaux e Souprayen spostato a sinistra. Il Verona si è giovato delle novità sfiorando il bersaglio prima con un tiro a giro dal limite di Verde e poi con un sinistro in girata di Fossati su cross di Souprayen che ha lambito il palo. Il Milan ha capito di dover rialzare i ritmi e al 55′ ha messo la parola fine alla contesa: sugli sviluppi di un nuovo angolo, Suso dalla trequarti destra ha pescato in area Cutrone che con un bel colpo di nuca ha infilato il pallone sotto l’incrocio.

BUONA GIOCATA DI BIGLIA – Pecchia ha alzato bandiera bianca: è tornato al 4-4-2 con Valoti al posto di Lee e, di fatto, ha consentito al Milan di proseguire l’allenamento. Gattuso si è messo a specchio come da sua consuetudine, inserendo Antonelli e Borini per Bonaventura e Suso, e ha ordinato ai suoi di non calare l’attenzione. La squadra lo ha ascoltato, sfiorando anche il quarto gol in più di una circostanza: la migliore opportunità è capitata all’82’ all’ultimo subentrato, Biglia, che ha centrato una traversa con un gran destro da fuori.

Sarà Milan-Inter un derby sentito che vale un anno intero, ma adesso vale un trofeo.

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Stefano Ghezzi

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