Addio Stefano, arbitro di un ‘altra’ categoria

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TORINOLa morte di Stefano Farina addolora tutti i tifosi di calcio nonchè gli addetti ai lavori. La sua ‘mancanza’ viene in un 23 maggio che tutto il mondo è sotto shock a causa della tragedia immane che nessuno di noi vorrebbe ne vedere ne sentire, bambini ammazzati solo perchè colpevoli di amare la musica di una loro coetanea. La morte di Stefano Farina non passa in secondo piano, anzi siamo molto vicini alla moglie e al figlio, che personalmente ho avuto il piacere di conoscere in una partita della Lazio allo stadio Olimpico. Il piccolo Farina, tifoso Laziale, si faceva sempre portare allo stadio dal papà, un papà che tutti i giovani tifosi vorrebbero avere.

L’ex fischietto della sezione di Novi Ligure, nato a Genova nel 1962.  aveva diretto 236 gare in Serie A (debuttando in Foggia-Reggiana del 22 gennaio 1995), oltre a due Supercoppe italiane ed una Supercoppa europea. Lascia la moglie e un figlio. Osservatore UEFA, Farina è stato rappresentante degli arbitri in attività e responsabile della CAN D e della CAN Pro.

CORDOGLIO DA PARTE DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI

L’Associazione italiana arbitri (Aia) ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Stefano Farina attraverso un comunicato pubblicato sul sito internet, e diffuso anche sull’account Twitter ufficiale, in cui si legge: «Il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi ed il Vice Narciso Pisacreta, insieme ai componenti del Comitato Nazionale, al Responsabile del Settore Tecnico Arbitrale Alfredo Trentalange, ai Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, ai Componenti della CAN B, Cristiano Copelli e Gabriele Gava, anche a nome dei 35.000 arbitri italiani, esprimono alla famiglia di Stefano profondo cordoglio e vicinanza.
Si uniscono il Segretario dell’AIA Francesco Meloni, il Vice Segretario Massimo Solfanelli, il Responsabile della Segreteria della CAN B Davide Garbini, il Direttore Responsabile della Rivista “l’Arbitro” Carmelo Lentino, i Coordinatori della redazione e tutto il personale FIGC in forza all’Associazione Italiana Arbitri
».

Stefano Farina aveva 54 anni; è stato un arbitro rigido, talvolta troppo, ma responsabile: sbagliava come tutti e quando lo criticavi e avevi confidenza e stima con la sua professione, era capace di telefonare per difendersi e chiarire personalmente. Molti episodi lo ricordano come un arbitro severo e imparziali. Circa 10 anni fa passò alla storia nel nostro calcio per un pestone ricevuto da Nedved, gesto che a Pavel costò 5 giornate.

Farina non è stato il migliore degli arbitri, ma era certamente un designatore appassionato, preparato e puntuale. Era sincero ed onesto nel suo lavoro. Da quando si era sposato con la sig.ra Emilia e di conseguenza trasferitosi a Roma, non poteva più arbitrare le squadre che campeggiano nella capitale, cosa che ha fatto molto piacere a molti tifosi, proprio grazie all’imparzialità di Stefano.

Ultimamente si stava dedicando alla formazioni di nuovi giovani arbitri e in maniera categorica cercava di difendere a spada tratta la sua categoria che lo ha cresciuto e fatto conoscere. Amava il su lavoro e voleva trasmetterlo agli altri.

Stefano è stato ucciso da un maledetto tumore in rapida crescita. Una maledetta malattia che lo ha separato dalla sua famiglia e da quello che amava.

Ciao Stefano, ti ricorderemo sempre per l’uomo che sei stato e che hai insegnato ad essere.

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